You are here

Convenzione Europea dei diritti dell'uomo

Pace in Europa: le origini del Consiglio d'Europa

Quando l'Europa, alla fine della Seconda guerra mondiale, era un cumulo di macerie, tutti erano d'accordo nell'affermare che per garantire la pace è necessaria la democrazia e che la democrazia non può funzionare senza la protezione dei diritti umani. Per questo motivo nel 1949 è stato fondato il Consiglio d'Europa, che si impegna per il mantenimento dello Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani. Al giorno d'oggi ne fanno parte 47 Stati membri, da Cipro alla Finlandia, dall'Islanda all'Azerbaijan.

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo: rafforzare la democrazia

Nel 1950 gli Stati membri del Consiglio d'Europa - i soli Stati che hanno diritto a firmarla - hanno sottoscritto la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), per garantire la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Questa Convenzione è nata dalla necessità di codificare a livello europeo una parte essenziale dei diritti fondamentali contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.

Il sostegno della CEDU nel rafforzamento della democrazia ha avuto successo. Ad esempio, poco dopo la fine della dittatura di Franco (1975), nel 1977 la Spagna aderì al Consiglio d'Europa e alla CEDU e adottò i diritti umani nella sua nuova Costituzione. Dopo la fine della Guerra fredda, gli Stati dell'Europa centrale ed orientale vollero aderire al Consiglio d'Europa e ratificarono la CEDU. Il lavoro del Consiglio d'Europa e lo standard minimo di diritti umani formulato nella CEDU furono un sostegno essenziale per il loro sviluppo (democratico). Ma anche nei paesi con una lunga tradizione democratica, la CEDU ha dato dei contributi essenziali per una migliore protezione dei diritti umani. Tutti i paesi europei hanno aderito alla CEDU, ad eccezione della Bielorussia e dello Stato del Vaticano. Per ulteriori informazioni: humanrights.ch (dt,fr,en)

Diritti umani vincolanti

I diritti codificati nella CEDU devono essere applicati in ciascuno dei 47 Stati membri e regolano le relazioni tra l'individuo e lo Stato. Il controllo del rispetto dei diritti umani nei Paesi membri spetta alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU). Per la prima volta nella storia è stata creata la possibilità di appellarsi ad una istanza superiore a i singoli cittadini che si sentono lesi nei loro diritti fondamentali dalle autorità nazionali.

I diritti fondamentali garantiti dalla CEDU si trovano all'inizio del testo della Convenzione. Essi sono riassunti in 13 articoli (vedi formulario). La CEDU precisa anche in quali casi specifici questi diritti possono essere limitati. Inoltre la Convenzione regola nel dettaglio le modalità per i ricorsi presso la CrEDU. Gli articoli della CEDU sono il minimo comune denominatore per la protezione dei diritti umani. Nel corso del tempo sono stati formulati dei Protocolli aggiuntivi (16 fino ad oggi), la cui firma è facoltativa per i Paesi membri.

L'adesione della Svizzera

Già nel 1962/63, in occasione della discussione sull'adesione della Svizzera al Consiglio d'Europa, si è discusso sull'opportunità che il nostro Paese sottoscrivesse la CEDU. L'allora Consigliere nazionale Kurt Furgler, diventato poi Consigliere federale, fu il primo parlamentare a chiedere che la Svizzera aderisse anche alla CEDU con questa motivazione: la Svizzera, forte della sua lunga tradizione di Stato di diritto, deve cooperare alla realizzazione dei diritti umani in Europa e nel contempo completare con revisioni significative il proprio sistema di protezione giuridica. L' adesione del nostro Paese alla CEDU venne ostacolata per anni dal mancante diritto di voto alle donne e venne ratificata solo nell'anno 1974. La CEDU ha contribuito in ormai più di 40 anni ad una migliore protezione e un ulteriore sviluppo dei diritti umani nella legislazione svizzera. Ad esempio la giurisdizione dei tribunali svizzeri e i codici procedurali cantonali sono stati adeguati agli articoli 5 e 6 della CEDU che prevedevano già la rappresentanza legale, un giudice indipendente e un processo equo.

In quanto membro del Consiglio d'Europa, la Svizzera partecipa attivamente alla protezione dei diritti umani in Europa e si impegna anche per delle riforme a livello della CrEDU.

Il Consiglio d'Europa non è l'Unione Europea

Bisogna fare una chiara distinzione fra il Consiglio d'Europa e l'Unione Europea (UE). Il Consiglio d'Europa conta quasi il doppio dei membri rispetto all'UE e concentra la sua attività sui diritti umani e lo sviluppo della democrazia. Rispetto all'UE, il Consiglio d'Europa è una associazione molto meno vincolante tra gli Stati. Per esempio ogni Protocollo aggiuntivo o nuova Convenzione nel quadro del Consiglio d'Europa dev'essere sottoposto alla firma di tutti gli Stati membri. Ogni nazione è libera di decidere se vuole aderire. In Svizzera significa che ogni Protocollo aggiuntivo è soggetto a referendum. Il Consiglio d'Europa dispone di un suo Parlamento (Assemblea parlamentare), nella quale sono delegati sei membri del Parlamento svizzero.