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La Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU)

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU) è un tribunale comune degli Stati membri del Consiglio d'Europa. Lo scopo principale della CrEDU è il trattamento di ricorsi che fanno riferimento alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Sede della CrEDU - come di tutte le istituzioni del Consiglio d'Europa - è Strasburgo in Francia.

La particolarità della CrEDU consiste nel fatto che singole persone possono fare ricorso contro uno Stato membro del Consiglio d'Europa accusandolo di aver violato i loro diritti fondamentali riconosciuti dalla CEDU. I ricorrenti ricevono, a seguito, da parte della CrEDU non solo una raccomandazione - come nel caso di istituzioni dell'ONU che hanno funzioni simili ad un tribunale-, bensì una sentenza vincolante.

Attenzione: Spesso si confonde la CrEDU con la Corte di giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Quest'ultima però è la Corte dell'Unione Europa che ha nessuna competenza sulla Svizzera e la cui sede si trova a Lussemburgo.

I giudici della CrEDU

Ognuno degli Stati membri del Consiglio d'Europa delega un/a giudice a far parte della CrEDU, che si compone quindi di 47 giudici. Per la Svizzera, questa funzione è ricoperta dalla professoressa Helen Keller. Anche il giudice delegato per il Liechtenstein, Carlo Ranzoni, ha la nazionalità svizzera.La Corte si compone di due camere: la Piccola camera e la Grande camera. A seconda dell'importanza del caso, le sentenze vengono emesse dalla Grande camera (17 membri) o dalla Piccola camera (7 membri) o da un comitato di 3 giudici. In quest'ultimo caso nel giudizio è richiesta l'unanimità, altrimenti il caso viene trasferito alla Piccola camera. Contro le sentenze di quest'ultima può essere fatto ricorso entro tre mesi, quindi è la Grande camera a dover decidere in via definitiva.

Riforme

Dagli anni 90 la CrEDU è confrontata con un numero crescente di ricorsi. Causa dell'aumento è la difficoltà di applicazione della CEDU in Paesi come la Russia, la Romania, l'Italia, la Turchia, l'Ucraina ed altri Stati. Il 14° Protocollo aggiuntivo alla CEDU dovrebbe permettere di ridurre la quantità di ricorsi pendenti, grazie alla riduzione del numero di giudici che devono partecipare al trattamento dei ricorsi. Con la mediazione della Svizzera (cfr. Conferenza di Interlaken) nel 2010 è stato possibile convincere la Russia-quale ultimo Stato membro-a firmare questo protocollo. Nel frattempo esso è entrato in vigore, quindi l'enorme numero di ricorsi diminuisce costantemente.

Un onere particolare della CrEDU è rappresentato dal gran numero di ricorsi dichiarati inammissibili (criteri di ammissibilità). Nell' opuscolo guida pubblicato dalla CrEDU sono chiariti i criteri di ammissibilità dei ricorsi: chi ha il diritto di fare un ricorso (qualità di vittima), i presupposti dell'esaurimento delle istanze giuridiche nazionali, le scadenze per un ricorso e la competenza materiale della Corte in casi che deve trattare particolarmente spesso, per esempio il concetto dei diritti procedurali secondo l'articolo 6 CEDU e cosa significa il "rispetto della vita privata e familiare" secondo l'articolo 8 CEDU.

EGMR

La Suisse et la CrEDH

 

Nombre d'arrêts et de décisions (janv. 1979 – 01.01.2014):

 

La jurisprudence de la CrEDH concernant la Suisse 2012-2013

 

Arrêts contre la Suisse (2012-2013):

 

référence: www.echr.coe.int → Statistics